sabato, Aprile 13, 2024
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Steven Spielberg: il discorso a Berlino

Steven Spielberg ha ricevuto l’Orso d’Oro alla carriera al Festival di Berlino. Nel suo discorso di ringraziamento ha fatto il punto sulla sua carriera.

Il discorso

Steven Spielberg, che è stato introdotto sul palco dal frontman degli U2, Bono Vox, ha parlato della sua carriera lunga sessant’anni. A lui il tempo sembra volato: “ora so molte più cose su come si gira un film rispetto a quando ho cominciato a 25 anni” dice il regista. “Ma provo ancora dopo 50 anni la stessa ansia e le stesse paure di quando ho girato Duel. Per fortuna insieme alla paura c’è anche la stessa gioia del mio primo giorno di lavoro, perché nessun posto mi fa sentire a casa come quando sono su un set”.

Gli obiettivi di Spielberg

Spielberg non ama che gli si dica che ha già vissuto una vita intera, perché lui ha ancora molto da lavorare. Vuole continuare a imparare, scoprire e spaventarsi. E a far spaventare pure noi. Il regista ha infatti una mezza idea di tornare su i vecchi scary movie, ma per il momento non vuole sbilanciarsi troppo. Fin tanto che trova gioia nel creare, e che il pubblico ama ciò che vede non ha intenzione di smettere.

Spielberg mira infatti a superare il record del filmmaker portoghese Manoel de Oliveira che ha diretto il suo ultimo film all’età di 106 anni. Il regista dice di avere dalla sua la genetica: il padre Arnold è vissuto fino ai 103 anni.

Ha poi spiegato da dove sia venuta l’idea per la sua ultima fatica, The Fabelmans. Il film autobiografico nasce dall’esigenza del regista di tornare alle sue origini e di raccontare la sua infanzia. “Ho percorso la mia strada, ho fatto i miei errori e girato i miei film. E proprio grazie a loro se sono qui stasera a ritirare questo premio”.

Il rapporto con la Germania

Spielberg dice di avere un debito incalcolabile nei confronti del cinema tedesco. Ha detto infatti che tra i registi che lo hanno ispirato nella sua carriera ci sono F.W. Murnau, Ernst Lubitsch, Douglas Sirk e Fritz Lang. Tra i contemporanei ha invece citato Tom Tykwer Rainer Werner Fassbinder, Werner Herzog, Margarethe von Trotta, Wolfgang Petersen e Volker Schlöndorff.

Il regista è felice che il suo cinema abbia trovato una casa in Germania, dove lui stesso sente finalmente di appartenere. L’onore di aver ottenuto l’Orso d’Oro è per lui particolarmente significativo essendo ebreo. Sente in questo gesto che una parte oscura della storia sia stata rimarginata.

Steven Spielberg ha infatti fondato la Shoah Foundation perché come sostiene citando Yosef Hayim Yerushalmi: “l’opposto dell’ingiustizia è dimenticare”. La Germania ha sempre giocato una parte importante all’interno dell’associazione. Il popolo tedesco si è confrontato con la propria storia e secondo Spielberg, molti paesi avrebbero da imparare da loro.

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