giovedì, Febbraio 22, 2024
RecensioniAnatomia di una caduta

Anatomia di una caduta

La regista Justine Triet indaga il mistero della vita familiare tramite un agghiacciante episodio di cronaca nera

Classificazione: 3 su 5.

Quando ho scelto di vedere Anatomia di una caduta, sapevo che sarebbe stato un film impegnativo a gustare. E infatti la pellicola vincitrice della 76° edizione di Cannes, con i suoi 151 minuti di durata e la prevalenza di dialoghi in lingua francese, si è rivelato essere uno dei film più laboriosi che ho visto quest’anno.

Anatomia di una caduta - recensione

La trama

Anatomia di una caduta si incentra su un caso di cronaca nera, vissuto da una famiglia composta da una scrittrice famosa, Sandra (interpretata da un’impeccabile Sandra Hüller), il marito Samuel, e il figlio di 11 anni Daniel, non vedente sin da piccolo a causa di un incidente, e sempre accompagnato dal cane di famiglia.

Il film apre con la scena che detterà il percorso del film: Sandra sta tenendo un’intervista in quanto scrittrice di romanzi, accompagnata da un bicchiere di vino nel salotto di casa. Mentre l’intervistatrice cerca di esplorare meglio il collegamento dei romanzi di Sandra alla sua vita reale, è costretta a sospendere l’intervista: il volume altissimo della musica suonata dal marito dal piano di sopra rende il tutto inudibile.

Il disagio è percepibile attraverso lo schermo, mentre il volume si innalza sempre di più, l’intervistatrice si allontana, ed esce di casa anche il figlio Daniel per una passeggiata col cane, senza sapere che al suo ritorno tutto sarà cambiato. Al ritorno infatti, ritrova il corpo senza vita del padre, disteso a terra sanguinante dalla testa dopo essere caduto dalla finestra della soffitta nella quale stava effettuando lavori di ristrutturazione.

Si tratta di un incidente? Di suicidio? O di omicidio, implicando la moglie Sandra?

Come in un complesso episodio di true crime, ci vengono presentati i fatti e i retroscena che lasciano allo spettatore l’ardua decisione sulla verità. Ma oltre ai fatti accaduti nero su bianco, vengono presentati anche elementi su scale di grigio, ovvero le emozioni, i pensieri, le colpe, le identità individuali che si intrecciano e che rendono il lavoro di un tribunale pressoché impossibile. Quando ognuno costruisce la propria narrativa, costringe i personaggi a scegliere in cosa credere.

Anatomia di una caduta - recensione

Anatomia di una caduta: il dramma giudiziario francese che gioca con la complessità umana

Nel complesso si tratta di un film con un’ottima recitazione e regia, accompagnata da una cinematografia interessante ed a scatti documentaristica: la macchina si muove a scatti, le inquadrature sono offuscate dalla presenza di oggetti che ostacolano la vista, dando un senso di imperfezione e immediatezza. Ma la lunghezza del film è la sua maggior pecca: le scene di dibattito in tribunale sono particolarmente lunghe, con dialoghi a volte superficiali che rendono la visione pesante.

Non si tratta di un film di facile visione, ma lascia un’ottica molto interessante sulla complessità dei retroscena emotivi delle storie true crime, che sono tanto in voga ed oggi una vera forma di intrattenimento. In una morte tanto inspiegabile, il vero mistero che ne emerge è la dinamica di coppia umana.

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