giovedì, Febbraio 22, 2024
RecensioniAl di là del mare

Al di là del mare

Classificazione: 3 su 5.

Abbiamo avuto il piacere di vedere in anteprima il mediometraggio Al di là del mare che è disponibile da oggi su Prime Video e Chili. Si tratta della seconda opera del regista CarloAlberto Biazzi, giovane autore che ha esordito nel 2016 con il cortometraggio Il padre di mia figlia, riscuotendo un grande successo nei festival internazionali.

Conosciamo il regista: CarloAlberto Biazzi

Il regista, originario di Cremona, si forma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e proprio in questo contesto scrive il suo primo cortometraggio. È il fondatore della Remor Film, casa di produzione cinematografica con cui produce entrambi i suoi primi lavori. Biazzi scrive anche diversi romanzi, di cui l’ultimo, L’uomo venuto dal Po, scritto a quattro mani con la sua amica e musa Serena Grandi. Infatti, in diverse interviste e apparizione, i due hanno raccontato la loro forte amicizia e il loro legame artistico. Legame che continua anche in Al di là del mare, dove troviamo Grandi nel misterioso ruolo della donna nel bosco.

Foto dal set - Al di là del mare
Il regista CarloAlberto Biazzi sul set di Al di là del mare (dal sito della Remor Film)

Al di là del mare

Il mediometraggio è ambientato nel dopoguerra in un piccolo borgo nei monti liguri. Giovanni, il padre del piccolo Nicola, decide di partire per Buenos Aires in cerca di fortuna. Nicola non ha mai visto il mare e lo conosce solo attraverso i racconti e le fiabe di suo nonno. È per questo che quando viene a sapere che la nave del padre ha avuto un incidente e il mare se l’è portato via, il piccolo non si arrende e parte per cercare il mare e farsi restituire suo padre.

Una produzione per chi ama il cinema indipendente

Noi di Neon amiamo e sosteniamo il cinema indipendente italiano (non a caso organizziamo il Lucid Dream Festival), per questo è per noi un grande piacere promuovere, nel nostro piccolo, tutte le produzioni indipendenti anche quando non sono perfette. Al di là del mare non è perfetto, ma sono anche queste imperfezioni che ci fanno preferire questo genere di prodotti a quelli mainstream. È quindi con tutto il profondo rispetto che proviamo per il lavoro dietro ciascuna produzione, che recensiamo questo mediometraggio dicendo tutto ciò che ci è piaciuto e tutto quello che ci ha convinto meno.

Punti di forza e punti deboli

Al di là del mare è stato girato tra la Liguria e la Toscana. Biassa, il paesino della famiglia di Nicola, rappresenta una cornice perfetta per la storia, diventando a sua volta un protagonista silenzioso. A suo supporto interviene l’ottimo lavoro svolto da Enrica Biscossi con i suoi costumi, che immediatamente ci trascinano nel contesto storico di paese. 

Ottima la colonna sonora di Pericle Odierna che sottolinea ed arricchisce i momenti più emozionanti del film, come la partenza di Giovanni e la sequenza finale.

Tra tutti gli interpreti brilla Eros Pagni (Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, Profondo rosso, I nuovi mostri, La cena) nel ruolo del nonno. Diciamocelo: il suo è un volto che buca lo schermo. Convincente anche il giovane attore Gabriele Casavecchia nei panni di Nicola. Un pochino in sordina invece gli altri interpreti. Avremmo forse gradito dei dialoghi sporcati dall’accento e il dialetto locale, avrebbe aiutato ad amalgamare meglio il tutto e a rendere la recitazione più coinvolgente.

Non ci hanno convinto del tutto, invece, la fotografia e il montaggio. Ricordando che il nostro è un parere soggettivo, smentito anche dal premio alla miglior fotografia vinto presso il Napoli Cultural Classic, non abbiamo apprezzato la staticità di molte inquadrature, spesso poco interessanti dal punto di vista compositivo e un po’ troppo lunghe senza apparenti fini narrativi. Molto suggestive invece le scene finali, complice forse anche la bellissima location.

La regia di Biazzi è silenziosa, non si impone con scelte virtuose, ma rispetta l’intimità della storia. Un’atmosfera più onirica o fiabesca avrebbe potuto giovare alle sequenze del bosco, che rappresentano, a nostro parere, il cuore di questo film (e da bravi toscani, ci hanno ricordato molto Le avventure di Pinocchio). Abbiamo comunque apprezzato la scelta della semplicità per raccontare una storia, per l’appunto, semplice. Sicuramente Biazzi è un regista da tenere d’occhio e a cui auguriamo un futuro brillante.

Conclusioni

Al di là del mare, come già detto, non è perfetto. È un mediometraggio indipendente, che risente di molti problemi comuni a tutte le piccole produzioni. Ma ci sono molte ragioni per guardarlo: per godersi una storia semplice ed emozionante; per apprezzare gli scorci della Liguria; per il grande lavoro di tutti i professionisti coinvolti; e ultimo, ma non ultimo, per sostenere la Remor Film e il cinema indipendente.

Correte a vederlo su Prime Video e Chili e fateci sapere cosa ne pensate!

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