mercoledì, Luglio 17, 2024
NewsBiopic su Michael Jackson: dure critiche per la produzione

Biopic su Michael Jackson: dure critiche per la produzione

L’annuncio del biopic su Michael Jackson è piuttosto fresco, e, in fondo c’era anche da aspettarselo: dopo i film su Elvis Presley e su Whitney Houston, come lasciare fuori il re del pop?

C’è però un problema non da poco, quando si decide di parlare di Michael Jackson: come trattare i suoi problemi con la giustizia e le accuse di pedofilia? Il regista di Leaving Neverland, il documentario che ha portato allo scoperto alcuni scheletri nell’armadio del cantautore, non ha dubbi: la produzione dovrebbe essere interrotta.

Il biopic su Michael Jackson: cosa sappiamo finora

Il film sarà diretto da Antoine Fuqua che no, pure noi non conosciamo. Il regista, a quanto pare, è celebre per la saga di The Equalizer, il cui terzo capitolo uscirà proprio nel 2023. La sceneggiatura sarà invece scritta da John Logan, nome sicuramente più celebre e legato alla sceneggiatura de Il Gladiatore (2000), Hugo Cabaret (2011) e Skyfall (2012).

Si vocifera che il ruolo di Michael Jackson sarà affidato al nipote Jaafar Jackson, che di nuovo non conosciamo. Ma in questo caso Wikipedia non ci aiuta, perché non si tratta di un attore. Però la somiglianza con lo zio è davvero interessante. Forse per questo ha deciso di tentare la strada della musica.

Insomma, forse avremmo preferito che venisse scritturato un attore, ma non ci lamentiamo.

Critiche e controversie

È bastato l’annuncio dell’inizio della produzione del biopic per scatenare le prime polemiche. Perché come sappiamo tutti, oltre a essere stato un grande artista, Michael Jackson è stato anche un personaggio molto controverso.

Le principali critiche sono state mosse da Dan Reed, il regista del documentario Leaving Neverland, che non la tocca pianissimo. «Nessuno sta dicendo niente sulla possibilità di cancellare il film, che glorificherà un uomo che ha stuprato dei bambini», ha detto il regista. «Sembra che la stampa, i suoi fan e la popolazione più vecchia che è cresciuta amando Michael Jackson, sia disposta a mettere da parte la sua relazione malsana con i bambini e solo approvare la musica».

Per chiudere, Reed, aggiunge che mettere da parte la predilezione di Jackson per i bambini vuol dire mandare un messaggio specifico: se un personaggio è ricco e popolare abbastanza, la società lo perdonerà.

Michael Jackson a Lisbona
Michael Jackson a Lisbona

È possibile separare l’artista e la sua arte dall’essere umano e la sua vita privata?

Ecco il momento della domanda filosofica. L’argomento è molto spinoso, quindi lungi da noi cercare di dare una risposta. Non è sempre facile separare l’artista dall’uomo e purtroppo è impossibile parlare di Michael Jackson senza citare i lati più oscuri della sua vita privata.

È giusto però sottolineare alcuni dati oggettivi: nel 2005 il cantante è stato giudicato innocente. C’è stato un losco giro di tangenti ancora tutto da chiarire (e indagato anche da Leaving Neverland), per cui è lecito pensare che la verità non sia così semplice. Nel documentario di Reed, però, sono state riscontrate diverse incongruenze. E diversi processi contro il regista sono ancora in corso.

Insomma, virtus in medio stat. L’unica cosa che ci auguriamo è che il film non sorvoli sulle vicende giudiziarie di Michael Jackson, ma che anzi, possa fare luce su zone ancora troppo oscure della vicenda.

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