giovedì, Maggio 23, 2024
CinemaL'omicidio al telefono

L’omicidio al telefono

Due film e un bonus che parlano di delitto e telefono

Esistono un’infinità di film che hanno al centro almeno un “telefono” e sceglierne uno solo è impossibile. Ecco perché ne ho scelti tre. O meglio due film e… un bonus!

Il primo titolo di cui voglio parlarvi è La concessione del telefono di Andrea Camilleri. Nonostante l’autore sia un famoso giallista, in questo caso non si tratta di un giallo. Il libro è stato pubblicato nel 1998 e ha ricevuto una trasposizione cinematografica nel 2020. L’adattamento rientra nelle produzioni Rai intitolate C’era una volta a Vigata, che hanno trasformato in film i libri di ambientazione storica di Camilleri. Gli altri due titoli della serie per il momento sono La mossa del cavallo del 2018 e La stagione della caccia del 2019. Di cosa parla La concessione del telefono? L’incipit del libro è il seguente:

GENUARDI Filippo, fu Giacomo Paolo e di Posacane Edelmira, nato in Vigàta (provincia di Montelusa), alli 3 del mese di settembre del 1860 e quivi residente in via dell’Unità d’Italia n. 75, di professione commerciante in legnami, desidera venire a conoscenza degli atti occorrenti per ottenere la concessione di una linea telefonica per uso privato.

Siamo a Vigata, fittizio paese siciliano in cui Camilleri ambienta tutti i suoi romanzi, nel 1891. Il protagonista, Filippo Genuardi, è un appassionato di tecnologia e vorrebbe installare in casa una linea telefonica, ma la burocrazia è piuttosto farraginosa e la concessione si rivela più difficile del previsto da ottenere. Di mezzo poi ci finiranno la polizia, l’ufficio delle poste e dei telegrafi, la mafia e i socialisti.

Il libro è per metà epistolare e per metà basato su dialoghi, ed è molto divertente. La trasposizione cinematografica riesce a rispettare piuttosto bene la struttura epistolare del testo e mantiene il suo stile ironico. È molto Fiction Rai, di alto livello, ma lo stile è quello. Nel ruolo del protagonista troviamo Alessio Vassallo, che interpreta anche Mimì ne Il giovane Montalbano, poi c’è Filippo Bentivoglio, e direttamente da Boris troviamo Ninni Bruschetta (Duccio) e Corrado Guzzanti, in un ruolo non troppo distante da quello di Mariano.

Il secondo film di cui vorrei parlare è Il delitto perfetto di Alfred Hitchcock del 1954. Nonostante in questo caso il telefono non sia presente nel titolo è un elemento fondamentale della storia. Un uomo scoperto il tradimento della moglie escogita il delitto perfetto per ucciderla e ereditare il suo denaro. Ricatta un vecchio compagno di università, affinché la sera seguente si finga un ladro e strangoli sua moglie. Il segnale stabilito per dare il via al delitto è proprio la telefonata che lui farà alla moglie dal ristorante in cui si trova, per avere un alibi. Purtroppo per una serie di casualità il piano non si svolgerà come stabilito, e il protagonista sarà costretto a correre ai ripari. È un grande classico Hitchcockiano di cui ovviamente consiglio la visione anche solo per la presenza della splendida Grace Kelly.

Infine la terza cosa di cui vorrei parlare non è un film, ma… un radiodramma! Si intitola Chiamata personale ed è stato scritto da Agatha Christie. La cosa buffa è che siamo sempre nel 1954. È l’anno del telefono. Durante una festa James Brent riceve una telefonata personale da una donna di nome Fay e che dice di aspettarlo alla stazione Newton Abbot, dove lui l’avrebbe lasciata. James è visibilmente sconvolto, ma sua moglie Pam non riesce a capirne il motivo. Lui sostiene che si sia trattato di uno stupido scherzo, ma non vuol dire di più. Le telefonate però si ripetono nei giorni successivi, e sempre alla stessa ora. Chi è questa donna? Cosa vuole da James?

Il radiodramma è possibile trovarlo integralmente su YouTube, dura una mezz’oretta e ne consiglio l’ascolto. Esiste anche un Ebook in italiano, sono circa una decina di pagine.

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