sabato, Aprile 13, 2024
NewsI Razzie Awards chiedono scusa a Ryan Kiera Armstrong

I Razzie Awards chiedono scusa a Ryan Kiera Armstrong

I premi per i peggiori film dell'anno avevano nominato anche una bambina di 12 anni per il premio come peggior attrice, ma ora fanno dei passi indietro.

Ne avevamo parlato pochi giorni fa e poi si è sollevato il polverone. I Razzie Awards chiedono scusa a Ryan Kiera Armstrong per la nomination come peggior attrice dell’anno. E fanno un dietro front sulle regole dei premi: non nomineranno più attori o attrici minorenni.

I Razzie Awards chiedono scusa. Cambia il regolamento.

Tra le tante goliardiche nomination dei Razzie Awards 2023 non sono mancate quelle per il poco riuscito adattamento de L’incendiaria di Stephen King. La giovanissima protagonista, infatti, è stata nominata come peggior attrice dell’anno. A quanto pare i 12 anni non hanno fermato il comitato di selezione dei Razzie. La nomination di Ryan Kiera Armstrong ha però alzato un grande polverone contro i Razzie e in molti sostengono che sia arrivato il momento di chiuderli.

Niente più minorenni tra i nominati ai Razzie Awards

La scelta del presidente dei Razzie, John Wilson, è repentina e mortificata. «Qualche volta si fanno cose senza pensarci», ha detto. «La recente valida critica per la scelta dell’undicenne (all’epoca delle riprese ndr) Armstrong come nominata per uno dei nostri premi ha portato la nostra attenzione a quanto siamo stati insensibili in questa situazione. Abbiamo quindi deciso di rimuovere il nome di Armstrong dal ballottaggio finale».

Il presidente si scusa direttamente con la giovane attrice e poi aggiunge di aver deciso che soltanto attori, attrici e filmmaker maggiorenni potranno essere considerati per i loro premi.

Ryan Kiera Armstrong in Firestarter (2022)
Ryan Kiera Armstrong in Firestarter (2022).

Un dietro-front convinto. Ma è sufficiente?

È una situazione che in Italia forse non conosciamo, ma sembra esserci, dall’altra parte dell’oceano, una particolare antipatia per i Razzie Awards. E forse non del tutto immotivata. I Razzie sono spesso molto sarcastici e non guardano in faccia a nessuno. Questo non è del tutto un male, se non fosse che in ben 43 edizioni non ci sia stata una grande evoluzione (basta guardare il loro sito ufficiale per farsi un’idea). Sembra di trovarsi di fronte a un gioco tra amici che poi è sfuggito di mano diventando più grande del dovuto. La stessa risposta del presidente ne è la dimostrazione.

Così, per fare un parallelo, non ci pare di ricordare una singola occasione in cui Matt Stone e Trey Parker, i deliranti creatori di South Park, si siano scusati per aver offeso tutte le religioni esistenti, tutti i presidenti americani, il Canada, Saddam Hussein, minori, celebrità, tutte le minoranze, e chi più ne ha, più ne metta. Perché South Park nasce con l’intento di essere scorretto, di essere sempre volgare e sopra le righe. E se qualcuno avesse mosso loro una critica del genere, probabilmente avrebbero fatto esplodere un’attrice bambina nell’episodio successivo.

È questo che ci aspettavamo dai Razzie: togliere sì gli attori minori dalle nomination, per istituire la categoria speciale del peggior baby attore. Le immediate scuse, invece, dimostrano che i Razzie Awards sono ancora piuttosto immaturi, nonostante i loro 43 anni. Che le loro nomination sono un po’ goliardiche e un po’ cattive, ma senza un preciso obiettivo di satira. Insomma, forse è davvero il momento di chiudere i battenti.

Firestarter, è almeno un buon film?

Il film della discordia, Firestarter, è stato diretto da Keith Thomas e vede la partecipazione di Zac Efron. Non si può certo dire che sia ben visto dalla critica: un 4% su Rotten Tomatoes e un 32/100 su Metacritic, non invogliano di certo la visione. Non a caso, i Razzie gli hanno anche riservato una nomination come peggior remake/rip-off/sequel. Sottolineiamo anche che la pagina di Rotten Tomatoes al momento è scomparsa. Forse oscurata per evitare di alimentare ulteriori critiche?

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